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La vita di Adele – Recesione

La-vita-di-Adele-due-clip-in-italiano-del-film-Palma-doro-a-Cannes-2013I, I follow, I follow you deep sea baby, I follow you

I, I follow, I, I follow you, dark boom honey

I, I follow, I follow you deep sea baby, I follow you

I, I follow, I follow you dark boom honey

I follow you ..

(da “I follow rivers”, di Likke Li)

La semplicità e leggerezza della musica che accompagna Adele verso la pienezza dei suoi sentimenti descrive in modo perfetto quell’attimo, quella luce che vediamo all’improvviso accendersi nel suo volto durante la festa del suo 18esimo compleanno.

La vita di Adele di Abdellatif Kechiche (2013) è un affresco coloratissimo di umanità, di sguardi, di volti ed emozioni che difficilmente si trovano così ben rappresentate e con la delicatezza mostrata dal regista. Adele è un’adolescente, tormentata lettrice di romanzi, affamata di vita, curiosa e solida nelle sue certezze e nei valori che la accompagnano: le piacciono gli spaghetti al ragù che cucina il papà e da grande vuole fare la maestra, per restituire al mondo quello che le è stato insegnato. La storia d’amore con Emma arriverà come arriva ogni storia d’amore a 17 anni: improvvisa, dirompente e accesa da un forte desiderio di perdersi nell’altro, di sentire l’altro vicino con il corpo e con la mente, in modo totale e assoluto. […]

La vita di Adele non è un film sull’omosessualità. Il film non sembra voler portare avanti un tema culturale e politico di lotta all’omofobia, va molto oltre.

La normalità della scelta di un amore omosessuale è un dato assodato, non più neanche in discussione. L’omofobia compare solo un attimo negli insulti degli adolescenti compagni di classe di Adele, e neppure tutti. Viene presto liquidata come una reazione dovuta all’immaturità, al facile giudizio. Null’altro.

La centralità è piuttosto sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta, dalle certezze familiari alla costruzione della propria autonomia e legittima libertà di individuo. Il bisogno di capire cosa vuol dire “che manca qualcosa al cuore” – domanda con cui si avvia il film in un’appassionata lezione dell’insegnante del liceo di Adele – è un bisogno che diventa quasi fisiologico, che guiderà tutte le scelte di Adele da lì in poi. Proprio come la fame, il sonno. Semplicemente una necessità. […]

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Informazioni su Camilla Marzocchi

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

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