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L’impronta della violenza sul nostro cervello

 

Le violenze subite in famiglia sembrano aumentare la sensibilità e la capacità dei bambini di intercettare potenziali stimoli minacciosi nell’ambiente. “Assistere a violenze” o “esserne vittima” poco importa, entrambe mettono in scacco la speranza di sopravvivere e facilitano il rapido incremento della capacità di captare indizi pericolosi.

I dati epidemiologici ci dicono che l’esposizione ad un clima familiare violento colpisce ad oggi una significativa minoranza di bambini: le stime generali sulla presenza di episodi di violenza fisica/sessuale sono tra il 4 e il 16%, mentre il range di violenze domestiche subite arriva a colpire tra l’8 e il 25% dei bambini. Quest’ultima percentuale diventa un dato di enorme impatto clinico, se si pensa che queste esperienze di maltrattamento, spesso reiterate per anni, costituiscono uno stress ambientale in grado di accrescere drammaticamente il rischio di sviluppare una psicopatologia nell’età adulta. […]

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BIBLIOGRAFIA:

McCrory EJ, De Brito SA, Sebastian CL, Mechelli A, Bird G, Kelly PA, Viding E, (2011). “Heightened neural reactivity to threat in child victims of family violence”. Current Biology, 21(23).

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Informazioni su Camilla Marzocchi

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

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